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Jethro Tull


Jethro Tull è un gruppo rock originario di Blackpool, in Inghilterra, fondato dallo scozzese Ian Anderson (flauto traverso e polistrumentista).
La band prende il nome dal pioniere della moderna agricoltura.
Inizialmente la band, capitanata sia da Ian Anderson che dal chitarrista Mick Abrahams, era sostanzialmente orientata verso il blues. Il loro primo album, “This Was” (1968), mise in fila una serie di brani rock-blues tra cui spiccò “Song for Jeffrey”.
“Stand Up” (1969) è il primo vero successo di Anderson e compagni. Passò alla storia soprattutto per la rivisitazione di una “Bourée” di J.S. Bach (dalla Suite per liuto n° 1 BWV 996). Ma nel disco si ritrovarono anche brani che ripresero le altre matrici “A new day Yesterday” (Blues), “Jeffrey goes to Leicester Square” (folk) e le ballate “We Used to Know” (ripresa nella progressione armonica anni dopo dagli Eagles per Hotel California) e “Reasons for Waiting”.
Ma la chiave del successo fu, oltre all'ormai definito “stile jethro”, nel suono del flauto e nella personalità di Ian Anderson.
Ad un anno di distanza da “Stand Up” venne pubblicato “Benefit” (1970), nel quale il blues venne progressivamente allontanato in favore di sonorità tendenti sempre più al folk e al jazz.
All'indomani dell'uscita di “Benefit” i Tull andarono incontro ad un allargamento della formazione e John Evan alle tastiere apportò un decisivo impulso verso sonorità classiche. La notorietà consolidata, l'esperienza e la bravura tecnica dei componenti consentirono ai Tull di sperimentare forme musicali dilatate spesso in forma di improvvisazioni a cavallo del jazz e della classica.
Avendo un po' deluso le attese con il precedente “Benefit”, l'uscita di “Aqualung” colse quasi di sorpresa pubblico e critica nel 1971.
L'album colpì il pubblico grazie alla celebre copertina raffigurante un barbone, molto somigliante al leader del gruppo Ian Anderson. L'immagine impressiona soprattutto per la crudezza dell'espressione e dello sguardo del volto di “Aqualung”, cui fa da contraltare un manifesto che reclamizza eleganti e dispendiose vacanze natalizie.
A tutt'oggi “Aqualung” è un po' la "signature song" della band. Nel disco tornarono atmosfere blues e fortemente rock ad alternarsi con episodi delicati ma mai sdolcinati o leziosi. In più, i testi, che composero un vero e proprio concept, furono una critica corrosiva alla società ed alle istituzioni e diedero un ulteriore contributo a fare di Aqualung il disco più famoso dei Jethro Tull.
La fama di Ian Anderson e compagni raggiunse ormai livelli stratosferici e i Tull diventano vere e proprie superstar. Con “Thick as a Brick” (1972) ritentarono la carta del concept album. Qui addirittura tutta la musica è unita in una sola grande suite, separata solo dal necessario cambio di facciata del disco. Ottima prova di grandissimo impatto e valore musicale.
Della capacità strumentale e improvvisativa si ascolta riprova nella facciata live contenuta nel doppio (greatest hits con inediti) “Living in the Past” (1972), celebrazione antologica di grande successo tra i fan del primo periodo della band.
Dopo due album di minor successo (“A Passion Play” e “War Child”, uscì “Minstrel in the Gallery” (1975), che riscosse recensioni positive.
Con “Songs from the Wood” (1977) tra i Jethro Tull, la critica e il pubblico, tornò il sereno. Un album semplice ma pieno di ottimi brani, diretti e non involuti in pretenziosi concetti inaccessibili ai più.
“Heavy Horses” fu l'undicesimo album in studio dei Jethro Tull. Le canzoni scritte da Ian Anderson toccarono la tematica della diminuzione progressiva del lavoro dei cavalli nei campi, sostituiti da trattori e macchine meccaniche.
“Bursting Out” fu il primo live della band. Venne pubblicato nel 1978 a dieci anni di distanza dal loro esordio discografico “This Was”. Le tracce vennero registrate in occasione del tour Europeo di “Heavy Horses” fra il maggio e il giugno del 1978. La formazione si presentò con la lineup classica del 1978, con gli storici Ian Anderson e Martin Barre, John Evan e David Palmer alle tastiere, John Glascock al basso e Barriemore Barlow alla batteria.
“Stormwatch” formò con “Songs from the Wood” e “Heavy Horses” la cosiddetta trilogia folk del gruppo. Questo album, dedicato alla denuncia del degrado ambientale, segnò la fine di un'epoca a causa della morte del bassista John Glascock, sostituito da Dave Pegg, e per la partenza contemporanea dal gruppo del tastierista John Evan, del batterista Barriemore Barlow e dell'arrangiatore orchestrale e tastierista David Palmer, storici membri dei Jethro Tull per tutti gli anni Settanta.
Nel 1981 venne pubblicato il primo video della band, dal titolo “Slipstream”. Fu un'opera alquanto originale, che presentò alcuni pezzi storici della band, come “Sweet Dream” e “Too Old to Rock 'n' Roll: Too Young to Die!” sotto forma di video musicale, e brani dal vivo registrati durante il tour di “A” con Ian Anderson, Martin Barre, Dave Pegg, Eddie Jobson e Mark Craney.
Esempio di ottima coniugazione tra musica rock, elettronica, folk e hard fu l'album “The Broadsword and the Beast” (1982), con Peter-John Vettese alle tastiere e Gerry Conway alla batteria. Broadsword fu un misto di sound electronico e strumenti acustici, punto d'incrocio tra i sintetizzatori degli anni Ottanta e lo stile folk che i Tull ebbero nella decade precedente.
Quando nel 1984 uscì “Under Wraps”, i fan vennero colpiti da un profondo shock. Un album fortemente dominato dai sintetizzatori e dalle programmazioni elettroniche, le cui principali caratteristiche furono la totale assenza di un batterista (sostituito completamente dalla drum machine) e lo scarso utilizzo del flauto traverso e della chitarra acustica, strumenti simbolo di tutta la produzione tulliana sino ad allora.
Nel 1987 i Jethro Tull pubblicarono “Crest of a Knave”, considerato in un certo senso l'album della rinascita del gruppo. “Crest of a Knave” non fu un album caratterizzato dall'elettronica come lo erano i precedenti. Tornarono infatti prepotentemente il flauto traverso e la chitarra elettrica.
Il filone hard rock intrapreso con “Crest of a Knave” proseguì con “Rock Island” del 1989; album che, nonostante la buona qualità dei brani, non riuscì ad ottenere il medesimo successo del precedente lavoro.
Nel 1992 venne pubblicato un cd live dal titolo “A Little Light Music”, tratto dal tour di Catfish Rising e totalmente acustico.
“Roots to Branches” (1995) può considerarsi come l'album della piena maturità del gruppo. In esso vi fu un ritorno allo stile degli anni settanta, con reminiscenze folk, ma soprattutto una novità che colpì particolarmente: l'influenza della musica asiatica che rese il disco, in un certo senso, "orientaleggiante".
A distanza di quattro anni dall'ultima fatica in studio nel 2003 uscì “The Jethro Tull Christmas Album”, album di carattere natalizio, con diversi brani della band riproposti in nuove versioni e pezzi inediti.
L’ultima uscita discografica era “Live at Montreux 2003”, del 2007.

Jethro Tull


This Was (1968)
Stand Up (1969)
Benefit (1970)
Aqualung (1971)
Thick as a Brick (1972)
A Passion Play (1973)
War Child (1974)
Minstrel in the Gallery (1975)
Too Old to Rock 'n' Roll: Too Young to Die! (1976)
Songs from the Wood (1977)
Heavy Horses (1978)
Stormwatch (1979)
A (1980)
The Broadsword and the Beast (1982)
Under Wraps (1984)
Crest of a Knave (1987)
Rock Island (1989)
Catfish Rising (1991)
Roots to Branches (1995)
J-Tull Dot Com (1999)
The Jethro Tull Christmas Album (2003)

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